sabato 28 maggio 2011

Non sono io a lanciare i muffin. Ma per sicurezza non fatemi arrabbiare.

Dev'esserci stato un piccolo fraintendimento riguardo il post precedente; è vero che qualche anno fa ho provato a fare dei muffin -era la prima volta- e confesso che dal forno è uscito qualcosa di non propriamente commestibile. Tuttavia quel giorno ho capito che non importa quanto schifo faccia quel che prepari: i tuoi parenti lo mangeranno e ti faranno i complimenti. Questo sballa tutto il sistema di comprensione dei complimenti, anche se si rivela utile quando si vuol essere sottilmente crudeli con qualcuno della famiglia e godersi il suo sorriso forzato mentre mangia qualcosa di -casualmente- eccessivamente salato.

Non fate quelle facce sconvolte.

Se vi facessi conoscere alcuni degli elementi con cui ho a che fare io, comincereste a chiedervi se il sale sia una punizione sufficiente.


In ogni caso avrei volentieri fermato subito l'equivoco dei muffin al primo commento di incoraggiamento ma… Ho avuto un piccolo problema con blogger che mi ha quasi fatto venire un infarto. Semplicemente non riuscivo più ad accedere, nella finestra di accesso inserivo la password e selezionando entra la pagina si ricaricava di nuovo al log in. Alla fine ho scoperto che in realtà non è un problema di blogger, quanto dell'ultimo aggiornamento di Firefox. Sul forum della risoluzione dei problemi relativi a Blogger, ho scoperto che a molti altri utenti è capitata una cosa simile e che il problema si risolveva semplicemente accedendo con un altro browser.

lunedì 16 maggio 2011

Cose che non bisognerebbe mai lanciare...

Già. Chi mai penserebbe di seguire passo passo una ricetta che sembra semplice e di trovarsi con qualcosa di duro e assolutamente non mordibile tra le mani?
I dolci non sono sempre facili da preparare. E quel che dovrebbe riuscire morbido, soffice e impalpabile, potrebbe risultare duro come la pietra.
Perlomeno la prima volta.
Tuttavia, per quanto i sentimenti di rabbia, dolore, delusione e frustrazione possano impossessarsi di voi, tenete sempre a mente la legge fondamentale della cucina casalinga:
MAI tirare addosso a qualcuno -o a qualcosa- un muffin venuto male.

giovedì 12 maggio 2011

Ravioli di Borragine con Burro e Salvia

Questa la scena:
Pollo entra in casa, vede i ravioli appena fatti e ne ingolla uno crudo.
«Cos'è?»
Non credo sia così strano, non è la prima persona che incontro che si mette in bocca qualcosa e solo dopo si pone il problema di cosa fosse. Tuttavia sento un leggero nervosismo mi si diffonde a fior di pelle.
Monto su il mio sorriso zen e rispondo gentilmente. Alla parola 'borragine' storce il naso. Non è una brutta parola, spiego, è il nome di un'erba. Oltretutto, brutto tonto -ma questo non lo dico-, tua madre compra spesso i ravioli di borragine in gastronomia, quindi non è nemmeno la prima volta che li mangi.
«Cosa c'è al posto della ricotta?»
Il sorriso zen da' segni di cedimento, vorrei rispondere: ho lavorato come una schiava tutto il pomeriggio, potresti evitare lo sguardo 'con cosa stai cercando di avvelenarmi?' e aspettare di assaggiarli.
Cotti, magari.
Ma sono troppo vicina al cassetto dei coltelli per permettermi questo genere di sfogo.
«Perchè? Non sono buoni?» Pollo esibisce uno sguardo perfettamente equilibrato tra ogni genere di espressione, col risultato di una perfetta faccia da poker che non lascia trapelare alcun indizio su quel che pensa. E, considerato il soggetto, forse non sta pensando affatto.
Per precauzione mi allontano dal cassetto con i coltelli e aspetto.
«No, no, sono buoni… chiedevo...»
Incerta se considerare questa strana conversazione come un complimento molto contorto o se prenderla come una grave offesa, decido di preparare il sugo e di buttare (mooolto delicatamente) i ravioli nella pentola.
Distribuisco nei piatti, faccio le foto e, finalmente, mangiamo. Nel silenzio che è proprio di chi ha molta fame, Pollo snocciola due commenti e una richiesta:
«Buoni…»
«…»
«Sono divini Piccola»
«…»
«Non ce ne sono ancora?»
Mi ha fatto tenerezza e, vedendo la sincera speranza di un 'sì, ce ne sono ancora' riflessa nei suoi occhioni, ho quasi avuto la tentazione di mettere a cuocere anche la porzione che avevo tenuto da parte per il giorno dopo.
In definitiva un successo incoraggiante. La prossima volta ne preparo una quantità industriale, così ne porto un po' alla mia mamma e ne metto un po' da parte in freezer per i periodi in cui non potrò preparare ravioli per tutto il pomeriggio.

ravioli di borragine

Ingredienti (x 4 porzioni):
300g farina di semola di grano duro integrale;
150ml acqua;
800g borragine;
125g tofu;
olio evo e sale q.b.

x condimento burro e salvia:
6-7 foglioline di salvia;
2C burro vegetale;
2C olio.

Procedimento:
In una ciotola impastare la farina versando l'acqua a filo. Non è detto che occorra tutta la quantità d'acqua indicata. L'impasto deve risultare piuttosto sodo e deve essere lavorato per almeno 10'. Formare una palla e avvolgerla in un panno umido o nella pellicola e lasciarla riposare da un minimo di 30' ad un massimo di un ora.
Nel frattempo, lavare la borragine e lessarla per 4'-5' in abbondante acqua bollente leggermente salata. Scolarla e lasciarla nello scolapasta per qualche minuto così da permettere all'acqua di colare via. In una padella scaldare due cucchiai d'olio, unire la verdura e farla saltare per 1'-2'. Trasferire la borragine nella caraffa del frullatore insieme al tofu e ridurre in crema.
Riprendere la pasta e ricavarne dei fogli sottili (io uso la vecchia Imperia della nonna), stenderli sul piano e distribuire piccole quantità di ripieno ad intervalli regolari, coprire con un secondo foglio, pressare con le dita intorno alle 'gobbette' del ripieno e ritagliare i raviolini con la rotella dal bordo a zig zag.
Conservazione in frigo, max 2-3 giorni.
Conservazione nel freezer:
disporre i ravioli su un vassoio ben separati, mettere il vassoio nel freezer per 30'-45' per poi trasferirli in un sacchetto adatto alla conservazione. La pasta così conservata non necessita di essere scongelata, va trattata come se fosse fresca.

Per la cottura scegliere una pentola dal diametro ampio che non sia eccessivamente profonda. Portare a bollore dell'acqua salata e versare i ravioli con delicatezza.
Nel frattempo sciogliere il burro in una padella con due cucchiai d'olio e la salvia tagliata a pezzetti (con le dita), quando la pasta è quasi cotta -circa 5' minuti- lasciar soffriggere la salvia per qualche istante. Con l'aiuto di una schiumarola scolare la pasta poco a poco e trasferirla direttamente nella padella. Mescolare con delicatezza tenendo acceso il fuoco sotto la padella, impiattare e servire.

domenica 1 maggio 2011

Mini Macro(biotic) Sushi!

Cookin' Class sul cibo da asporto, ovvero cosa portare in ufficio per non morire di fame di fronte ad un'insalata lascia e scondita.
Tra cecine, polpettine di riso con verdure e onigiri con le umeboshi, abbiamo passato una magnifica serata all'insegna della creatività!
Ma come resistere al richiamo del cibo da viaggio per eccellenza: sua rotondità il sushi!
Deliziosi maki di riso integrale che raccolgono tutto ciò che più possa ispirare o che semplicemente è rimasto in frigo!

Ingredienti:
fogli di alga nori;
70g riso integrale x ogni foglio usato;
pasta wasabi;
salsa di soia shoyu;
verdure (carote, asparagi, zucchine, carciofini...).

x l'acidulato:
crauti pronti;
aceto di mele o di riso;
salsa di soia shoyu.

Procedimento:

Lavare e cuocere il riso per soffocamento con tre parti scarse d'acqua. Nel bicchiere del minipimer mettere un cucchiaio di crauti non scolati del loro liquido di conservazione, un goccino-ino di shoyu e un cucchiaino d'aceto di mela. Minipimerizzare il tutto fino ad ottenere un composto molto liquido. Aggiungere acqua se necessario.
Quando il riso avrà assorbito tutta l'acqua, irrorare con l'acidulato e mescolare bene. Coprire con un canovaccio umido e lasciarlo raffreddare.
Se le alghe nori non sono già tostate (in questo caso il loro colore sarà rosso scuro), tostarle sulla fiamma del gas. È un'operazione facile ma che richiede attenzione: le alghe tendono a prendere fuoco facilmente, perciò occorre trovare la giusta distanza di sicurezza dalla fiamma. Una volta tostati i fogli di nori avranno preso un bel colore verde brillante. Se non vi va di avventurarvi nella tostatura di fogli di nori, esistono confezioni di nori già tostate come quelle distribuite da Arche.
Preparare gli ingredienti per farcire. Si può usare verdura cruda tagliata a livelli o cotta, o ancora qualche verdurina sott'olio. Io adoro mettere sempre un po' di crauti ben strizza, soprattutto quando non ho tempo di preparare l'acidulato.
Posizionare il foglio di nori sullo stuoino per sushi con la parte ruvida rivolta verso l'alto e le venture dell'alga parallele alle bacchette dello stuoino. Prendere una manciata abbondante di riso e stenderlo sull'alga lasciando circa un cm dal basso e dai lati e due dita dall'alto. Disporre una fila di ingredienti un po' sotto la metà del rettangolo di riso. Arrotolare l'involtino comprendono bene. Inumidire il lembo libero del foglio di nori per sigillare l'involtino. Con un coltello bagnato tagliare i maki.
Servire con un po' di pasta wasabi e una ciotolina di shoyu.

domenica 17 aprile 2011

Pomodori Scottadita.

Una ricetta indolore per quelle volte in cui non avete proprio voglia di cucinare? Eccola.
Qui si riduce tutto ad una sola pentola, un solo fornello e non un secondo di più del tempo di cottura della pasta.

pasta scottadita

Ingredienti (x2 persone):
150g pasta corta integrale;
12-14 pomodorini picadilly (6 a testa)
o 6 pomodori lunghi tipo San Marzano (2-3 a testa);
7-8 foglie di basilico fresco;
olio evo e sale q.b.

Procedimento:
Riempire d'acqua la pentola per la pasta e, mentre si scalda, mettere i pomodori interi lavati. Quando l'acqua comincerà a sobbollire la buccia dei pomodori dovrebbe essersi ormai aperta. Se è così togliere i pomodori dall'acqua con l'aiuto di un cucchiaio e trasferirli in una ciotola o in un piatto. Salare l'acqua e, quando bolle, buttare la pasta. Se qualche pomodoro ha ancora la buccia intatta, lasciarlo nella pentola fino a quando la buccia non si crepa.

pomodori scottati

Qualche minuto dopo aver tolto i pomodori sbucciarli con le dita (per questo conviene aspettare un attimo) e tritarli grossolanamente con il coltello o schiaccairli con la forchetta. Unire un po' d'olio a crudo, un pizzico di sale e il basilico spezzettato con le dita. Mescolare e lasciar riposare il sughetto nel piatto.
A questo punto non rimane altro che aspettare che la pasta sia cotta, scolarla e mescolarla nel sugo.
Se si vuole si può scolare la pasta al dente e rimetterla nella pentola (vuota ovviamente), versare sopra il sugo e terminare la cottura mescolandola sul gas.

lunedì 4 aprile 2011

Gnocchetti e Zucca aromatizzata al Limone.

Ultimamente in giro si trovano delle piccole zucche. Lo avete notato anche voi?
Secondo la mia esperienza sono quelle che si possono conservare meglio.
Quando si acquista una zucca è meglio sceglierne una intera. Non apritela fino a quando non vi servirà. Quando la taglierete non eliminate il picciolo e il 'bottoncino' sul fondo. Fate in modo che queste due parti rimangano attaccate alla zucca che non vi occorre. Eliminate tutti i semi e i filamenti e conservate la zucca così pulita in un sacchetto chiuso in frigo.
Ovviamente una zucca più piccola si finisce prima, è più facile da gestire nel momento in cui si taglia e di solito la scorza è, nella maggior parte dei casi, abbastanza morbida da essere mangiata.

zucca e limone

Ingredienti (x2 persone):
150g gnocchetti sardi;
300g zucca (al netto degli scarti);
1 limone non trattato;
1/2 cipolla nuova o 1 cipollotto;
noce moscata;
olio evo e sale q.b.

Procedimento:
In una padella versare 2 cucchiai d'olio, unire la cipolla tritata finemente, la buccia grattata del limone e una spolverata di noce moscata. Far soffriggere lentamente fino a quando si sprigionano gli odori. Unire la zucca tagliata a fettine, mescolarla bene con il condimento, aggiungere mezza tazzina d'acqua, coprire con il coperchio e lasciarla ammorbidire per 10'-15'.
Spremere il succo di mezzo limone e mescolarlo con 1 cucchiaio abbondante d'olio.
Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla al dente tenendo da parte una tazzina di acqua di cottura. Versare la pasta nella padella con la zucca, aggiungere l'acqua di cottura, l'emulsione di olio e limone e, con il fuoco alto, mescolare la pasta nel condimento fino a quando il liquido non si rapprende formando una cremina. Servire con una grattata di noce moscata.

domenica 3 aprile 2011

Panzanella

La panzanella è un classico della cucina toscana.
È un piatto povero. Fatto con quello che rimane nella dispensa. Perchè non si butta nulla. Soprattutto, diceva il mio Papà, non si butta via il pane.
Così ho pensato di chiudere il discorso sul pane fatto in casa con una ricetta che, in un attimo, salva le ultime fette rimaste.

panzanella

Ingredienti (x2 persone):
4 fette di pane raffermo;
4-5 pomodorini;
2 fettine di peperone;
1/2 cipolla (o 1 cipollotto);
un pezzo di sedano;
2 ravanelli;
1/4 finocchio;
3-4 foglie di basilico;
succo di un limone;
aceto di vino;
olio evo e sale q.b.

Procedimento:
Se troppo dura, tagliare via la crosta. Ammollare le fette di pane in una ciotola con dell'acqua mescolata con il succo di limone e l'aceto. Nel frattempo tagliare i pomodori e i peperoni a cubetti, spezzettare il basilico e affettare finemente i ravanelli, il finocchio, la cipolla e il sedano.
Condire le verdure con un po' d'olio e sale. Strizzare bene il pane ormai morbido e sbriciolarlo con le dita direttamente sulle verdure. Mescolare e se necessario aggiungere altro olio. Lasciar riposare a temperatura ambiente per 10' circa prima di servire.
Trattandosi di una ricetta che non ha davvero delle dosi fisse, per regolarsi con le quantità, basta sapere che il pane dovrebbe costituire circa la metà del volume totale.